www.iz3nve.com


Vai ai contenuti

Menu principale:


Radio Telescopio di Medicina Bologna

Fotografare > Radioamatore

Thiene 27/09/09

Da molto tempo desideravo visitare il Radiotelescopio di Medicina, che si trova a 35 km da Bologna. Ne sentivo parlare già quando ero un semplice appassionato di radio cb e mi sbalordivo nell'enorme distanza che riuscivo a raggiungere.
Nel lontano 1996 un mio carissimo amico mi fece scoprire il programma SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence) e così decisi di aggiungermi alla grande comunità del SETI@Home: oltre un milione e mezzo di persone che mettono a disposizione il proprio computer per analizzare i dati raccolti dai radiotelescopi, alla ricerca di un segnale proveniente da una civiltà extraterrestre.
Un giorno andai in un locale della mia zona (a quei tempi Internet non era ancora alla portata di tutti!) e navigando a pagamento mi interessò al SETI , finché scoprii che anche in Italia, oltretutto a meno di 2 ore da casa mia, esisteva un radiotelescopio professionale di grandi dimensioni.
Poi sono divenuto radioamatore, ho avuto la sigla e puntuale la volontà di andare a Bologna si è riaffacciata nella mia mente.
Così alle ore 13.00 di domenica 27 settembre 2009, in una bella giornata di sole, eccomi in auto con la mia fidanzata: direzione Bologna-Medicina. Controllo l'indirizzo sul computer, imposto il navigatore satellitare e partiamo. Durata del viaggio 2 ore circa, all'altezza di Padova in autostrada provo a controllare con la mia radio il funzionamento del ripetitore R3 145.675 MHz. Della Sezione ARI di Vicenza, che si trova vicino a casa mia a Thiene (provincia di Vicenza). Provo ad aprirlo ed effettuare una chiamata: il ripetitore funziona che è una meraviglia e continua a funzionare fino a quasi Bologna Interporto, dopo di che non riesco più ad aprirlo (evidentemente sono uscito dalla sua portata).
Alla radio sento l'ennesima figuraccia della Ferrari che arriva 13° con Raikkonen e 16° con Fisichella… Poco importa, ormai sono vicinissimo, da almeno 4 km vedo la parte superiore della enorme parabola. Mentre mi avvicino, la parabola è sempre più grande e inizio a distinguere anche i tralicci che compongono le antenne della Croce del Nord.
Mi emoziono tantissimo nel vedere l'immensità di questa costruzione. Arriviamo al Centro Visite "Marcello Ceccarelli", intitolato proprio al ricercatore che ha dato vita a questa stazione radioastronomica nel 1964. Cerchiamo di trovare qualche persona che ci accolga. Nel parco che circonda l'edificio del Centro vi sono due installazioni (una coppia di antenne Yagi ed una antenna Loop) usate per la didattica. Troviamo anche due parabole orientate una di fronte all'altra a una distanza di circa 200 metri; un cartello ci spiega che servono per un esperimento: verificare come si riflettono e propagano le onde acustiche.
In pratica, una persona deve porre un orecchio nel punto focale di una delle parabole, ed ascoltare un altro interlocutore che nella parabola opposta parla a voce molto bassa. Chiaramente io e la mia ragazza proviamo: che impressione ascoltare forte e chiara la sua voce appena bisbigliata a 200 metri di distanza!
Entriamo nel Centro Visite, dove ci accoglie una ragazza simpatica che sarà la nostra guida. Si chiama Simona Righini e sta studiando per il Dottorato in Astronomia. Stranamente non ci sono altri visitatori, così posso approfittare di questa occasione e porre un'infinità di domande. Sembro un bambino lasciato dentro a una stanza piena di tantissimi giochi! Si spazia da un argomento all'altro, mi viene il dubbio che la dottoressa si possa stancare di fronte a tantissime domande… invece si dimostra veramente molto paziente. Scatto anche numerose foto alla strumentazione esposta nella mostra. Materiale in uso negli anni passati, ora sostituito da strumenti più avanzati. Una cosa che mi colpisce molto è scoprire il tipo di supporto che fino a qualche anno fa veniva usato per raccogliere i dati delle varie osservazioni della volta celeste.
Veniva usata una normale videocassetta VHS, e infatti in uno degli strumenti esposti riconosco 3 videoregistratori! Noto anche un rack che contiene delle schede elettroniche con la possibilità di variare la configurazione elettrica dei vari contatti, per intenderci delle schede elettroniche che hanno nel lato anteriore EPROM circuiti integrati e componenti in PTH, e dietro un'infinità di pioli dove saldare il cavetto elettrico per creare le configurazioni utili necessarie alle singole applicazioni. Un dispositivo che non avevo mai visto, decisamente geniale e pratico.
La dottoressa Righini sottolinea che per fare ricerca scientifica difficilmente ci si può accontentare delle tecnologie disponibili sul mercato. Visto che i ricercatori aprono nuove strade con le loro indagini, hanno spesso bisogno di progettare e costruire nuovi strumenti e nuovi software, che col tempo (nemmeno tanto) trovano poi delle applicazioni industriali, e magari entrano a fare parte della nostra vita quotidiana. Fa davvero pensare vedere quanta tecnologia possa venire anche dall'Astrofisica, che sembra una scienza del tutto astratta.
Nella mostra, oltre al materiale storico, ci sono anche dei computer interattivi. Ad esempio, c'è la "Macchina dei colori", che ti fa viaggiare tra tutte le bande dello spettro elettromagnetico, per capire meglio cosa sono le onde radio e come mai si studiano quelle che vengono dal cosmo .
C'è persino un piccolo settore dello specchio secondario della nuova parabola da 64 metri che si sta costruendo in Sardegna e diventerà operativa nella prossima estate 2010.
Al termine di questa bellissima carrellata di strumenti messi in funzione e perfettamente conservati, la dottoressa Righini ci accompagna a visitare i Radiotelescopi da vicino. Siamo solo in due lì sotto le immense antenne. Chiaramente la prima tappa è la parabola: 32 metri di diametro 300 tonnellate di peso! E' incredibilmente maestosa nella sua grandezza e bellezza, e si muove controllata via computer da un particolare software. Mentre la guardiamo, esegue una scansione di alcune aree della volta celeste. Del resto, Simona ci spiega che le osservazioni radio vanno avanti praticamente 24 ore su 24, e l'antenna viene fermata solo per l'accurata manutenzione.
Interessante notare che se più radiotelescopi vengono puntati sulla stessa sorgente radio nel cosmo il risultato ottenuto, in termini di dettaglio, è equivalente ad avere un radiotelescopio del diametro pari alla distanza dei due radiotelescopi… e infatti per analisi dettagliate viene usata questa tecnica, coinvolgendo antenne sparse in tutta Europa e anche oltre.
Ho scattato numerose foto; spero che la redazione voglia inserirne, perché sarebbe molto interessante.
Ma la visita non è finita: ora tocca alla Croce del Nord. E' uno strumento immenso (ben 30.000 metri quadrati di superficie riflettente!) dall'aspetto molto strano. E' fatto di due rami perpendicolari, allineati coi punti cardinali. Ci avviciniamo al ramo Nord-Sud, che è composto di 64 antenne cilindrico-paraboliche. L'aspetto più curioso è la tecnica usata per creare la parte riflettente: in pratica lo specchio, invece di essere un pannello di alluminio come avviene per la parabola, è fatto di fili di acciaio tesi a un paio di centimetri di distanza uno dall'altro, come se la Croce fosse una enorme arpa. Questa tecnica funziona perché la distanza tra i fili è inferiore a 1/10 della lunghezza d'onda di lavoro della Croce, così i fili si comportano come una superficie riflettente indirizzando le onde radio ai dipoli piazzati nella linea focale. Questo sistema è economico, leggero, funzionale ma sopratutto non fa resistenza al vento. L'unico problema è che in totale servono… 2000 km di filo! Infatti tutta la struttura è molto grande, i due rami misurano rispettivamente 640 e 564 metri, e visti dall'alto hanno la forma di una T.
Sfortunatamente non è possibile visitare le sale di controllo e gli uffici dei ricercatori. La nostra guida, scherzosamente, ci dice che non ci perdiamo niente di particolare, perché ormai i ricercatori non fanno altro che lavorare ore e ore davanti a un computer, e qui in Italia sono costretti ad occuparsi di un mare di scartoffie… Ma noi scommettiamo che visitare i laboratori sarebbe molto interessante.
Devo dire con sincerità che la dottoressa è stata veramente molto disponibile con noi, perciò vorrei chiudere questo mio racconto ringraziando il Centro Visite "Marcello Ceccarelli", per la sua splendida ospitalità. Mando anche i miei complimenti a tutto lo staff che tiene in funzione un radiotelescopio veramente molto interessante.
Vorrei invitare tutti i radioamatori appassionati di radiofrequenza a visitare questo luogo. Vale veramente la pena di dedicare una giornata a questa gita, perché no anche con la famiglia (di fianco al Centro Visite c'è anche un ristorante, con parco giochi per i bambini e col Sistema Solare in miniatura). Per chi volesse informazioni, c'è il sito www.centrovisite.ira.inaf.it
Grazie per l'attenzione. Spero che questo mio sia il primo di tanti altri articoli che possano farvi compagnia
Riccardo Zannini IZ3NVE


Torna ai contenuti | Torna al menu